Virtual desktop e il mondo dei terminali

11 Febbraio 2009 Francesco Lascia un commento Vai ai commenti

Istintivamente il terminale sembrerebbe proprio essere il dispositivo giusto da abbinare ad una soluzione VDI. Ma forse non sempre lo è…

Partiamo dunque dalle esigenze! Il terminale deve essere:

  1. di facile installazione
  2. di facile gestione
  3. dai consumi contenuti
  4. dai costi contenuti

ma soprattutto deve essere funzionale.

Adesso sicuramente qualcuno comincierà a dirmi che in realtà il TCO è più basso e che questo va valutato nel costo del terminale che non si limita al solo esborso per l’acquisto, ma che va valutato nel periodo complessivo di vita del dispositivo, che, tra l’altro, è decisamente più alto di quello di un PC. Vero, ma è anche vero che, per esempio, i costi della corrente elettrica generalmente vanno su un altro centro di costo rispetto a quello di chi deve implementare il progetto e bisogna trovare una catena dirigenziale piuttosto illuminata per poter ragionare in termini di beneficio aziendale e di ecologia (sigh!).

Ma guardiamo i punti che ho elencato uno per uno:

  1. un terminale che richieda un know how troppo elevato per la configurazione e la gestione è un controsenso
  2. analogamente un terminale che richieda continui aggiornamenti per problemi di sicurezza o funzionali ha un TCO decisamente più alto
  3. tendenzialmente i terminali cosumano poco, anche se non mi sento di escludere che qualche produttore possa optare per alimentatori meno efficienti a fronte di un risparmio economico
  4. haimé i costi sono sempre un punto dolente, spesso legato a produzioni numericamente non confrontabili con quelle dei PC, ma anche su questo molti produttori si stanno sforzando

Esistono tendenzialmente 4 tipologie di terminali, classificati per sistemi operativo:

  • Sistema proprietario – spesso derivato dal mondo opensource, con funzioni ben definite, ma solitamente più economici e spesso anche più performanti
  • Windows CE – siamo sempre in casa Microsoft, con un discreto numero di client disponibili, spesso anche con un browser
  • Linux – distribuzioni solitamente molto customizzate, ma spesso gli unici a fornire l’X11
  • XP Embedded – versione castrata di Windows XP, sul quale è possibile installare praticamente qualsiasi client (attenzione alla licenza d’uso di Microsoft), ma pur sempre una macchina Windows XP.

Personalmente ritengo i terminali XPe un paradosso e solitamente li sconsiglio, a meno di particolari applicazioni, in quanto se è vero che spenti e riaccesi rendono inutile qualsiasi tipo di virus/trojan/worm, è anche vero che fino a che sono accesi sono potenziali veicoli di infezione, veri e propri untori nella rete. Pensate all’ultima infezione del Confiker: avete applicato le ultime patch Microsoft ai vostri terminali? Se devo installare l’Antivirus e gestire il patch management, uso un PC classico con una buona dose di group policy e via…

Ma cosa c’entra tutto questo con la VDI?

Semplice, quello che i vari vendor stanno spingendo è la user Experience, la possibilità di usare un desktop virtuale come se fosse il mio solito PC sotto la scrivania, con la possibilità di usare la mia penna usb, il mio lettore mp3, guardare YouTube, ascoltare la musica e guardare i filmati……

Peccato che queste funzioni siano supportate solo dai client VDI per Windows, e (forse) a breve anche su Linux. Inoltre le funzionalità multimediali (inparticolare il video rendering locale) richiede un po’ di potenza di CPU dal lato client, e quindi tutta la fascia di terminali più economici rischia di essere tagliata fuori.

P.S.: spero che qualche amico Vendor di terminali mi aiuti a completare questa tabella con alcune feature secondo me importanti:

 VMware ViewVMware View
USB
VMware View
SmartCard
Citrix XenDesktopCitrix XenDesktop
SmartCard
Citrix HDX USBCitrix HDX Multimedia
Marca
Modello
  1. Nessun commento ancora...
  1. Nessun trackback ancora...