Praim Berry: un thin client basato su Raspberry Pi tutto italiano

Non sono solito fare recensioni di hardware, ma l’idea di un Thin Client basato su Raspeberry Pi mi è piaciuta particolarmente fin da subito. Ho avuto modo di provare un Praim Berry ed ecco le mie impressioni.

Il Praim Berry arriva in una bella confezione di cartone rigido, che da subito l’idea di un prodotto curato. Al suo interno troviamo il Berry con il suo alimentatore; purtroppo niente cavo HDMI.

 

L’hardware è un Raspberry Pi 3+ con un case personalizzato che presenta in più pulsante e led di accensione. Per il resto, dotazione standard con 4 porte USB, scheda di rete, uscita HDMI, jack audio, WiFi e bluetooth integrati oltre all’ingresso microUSB per l’alimentazione. Praim ha giustamente inserito anche un attacco compatibile kensington lock per poter ancorare il dispositivo.

 

Sulla parte inferiore sono presenti gli agganci per l’ancoraggio sulla base Vesa (opzionale).

Praim non è stata la prima a realizzare un Thin Client basato su Raspberry Pi: in realtà il Berry è disponibile sul mercato da circa un mese o poco più, quindi è un prodotto piuttosto giovane.

La scelta di Praim è stata quella di utilizzare una distribuzione Linux esistente, in particolare Ubuntu Mate, sulla quale hanno implementato il framework di gestione e integrazione con la loro piattaforma di management, ThinMan.

L’avvio del Berry non è particolarmente veloce, ma questo va sicuramente imputato ad una piattaforma hardware multi-purpose, mentre le performance sono complessivamente gradevoli.

Chi non ha mai utilizzato altri prodotti Praim, potrebbe trovarsi un po’ spaesato avendo a disposizione un’installazione linux praticamente completa. Il cuore della piattaforma è proprio l’applicazione Agile Configurator, da dove è possibile configurare tutte le impostazioni necessarie per il corretto funzionamento del Thin Client.

Da qui è possible configurare le impostazioni di rete (LAN e WiFi), configurare la connessione al ThinMan per la gestione centralizzata, gestire i certificati SSL, definire le connessioni verso le risorse aziendali (ICA/RDP/Web ecc) e configurare e personalizzare la modalità chiosco.

Pro e contro del Praim Berry

Senza dilungarmi eccessivamente sul prodotto, vorrei aggiungere le impressioni che ho avuto in senso più ampio, in particolare cosa mi è piaciuto di più e cosa mi è piaciuto meno.

Tra le cose positive c’è sicuramente il rapporto qualità prezzo. Finalmente un dispositivo Thin Client ad un prezzo veramente interessante che fa tutto quello che serve. Altrettanto gradevole il form factor, poco più grande di un pacchetto i sigarette che permette di posizionare il dispositivo ovunque. La presenza del bluetooth inoltre permette l’utilizzo di mouse e tastiere wireless, eliminando così eventuali cavi.

Il valore aggiunto maggiore di questo prodotto però è probabilmente Praim stessa: dovendo calare i Thin Client in infrastrutture diverse e sempre più complesse è facile scontrarsi con problemi che richiedono il supporto del vendor per essere risolti velocemente: su questo Praim è veramente forte, garantendo risposte in tempi estremamente rapidi, con personale qualificato e il tutto in italiano.

Le cose che mi sono piaciute meno invece sono la presenza di un sistema linux completo (mi sarebbe piaciuto un sistema più light) anche se Agile compensa moto bene dal lato della configurazione e i tempi di boot un po’ lunghi (ripeto, l’hardware non è specifico). L’ultima cosa che non mi ha entusiasmato è il ThinMan, la piattaforma di management di Praim, che si porta dietro una lunga storia, ma che graficamente e funzionalmente non è al passo con i tempi.

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